martedì 16 maggio 2017

Anteprima: E come un sogno la vita vola. Lettere 1835-1848 di Branwell Brontë

Disponibile dal 29 maggio 2017


Cari lettori, 
nel Bicentenario della nascita di Patrick Branwell Brontë (26 giugno 1817-24 settembre 1848) la Casa Editrice flower-ed ha deciso di rendergli omaggio attraverso la pubblicazione di due libri: uno vedrà la luce alla fine di maggio e l’altro nel mese di giugno. Entrambi nascono dalla volontà di celebrare lo sfortunato e fragile fratello, sempre in ombra rispetto allo sfolgorante successo letterario di Charlotte, Emily e Anne.

Abbandonata ogni speranza di costruirsi una carriera da pittore e scrivendo poesie con poca fortuna, deluso da un amore impossibile, giorno dopo giorno accompagnò la propria vita verso la tomba, raccontandosi nelle lettere indirizzate agli amici più cari. Attraverso un complesso lavoro di ricerca e traduzione di Alessandranna D’Auria, quelle lettere vengono ora consegnate per la prima volta in forma completa al pubblico italiano, per conoscere meglio quel giovane che fu tradito dai propri sogni e da se stesso. La seconda pubblicazione, che vedrà la luce in giugno, sempre a cura della D'Auria, è la biografia scritta da Alice Law e mai tradotta prima d'ora in italiano.

E come un sogno la vita vola. Lettere 1835-1848 sarà disponibile in ebook e in cartaceo a partire dal 29 maggio.







mercoledì 19 aprile 2017

Recensione: I Moore di Charlotte Brontё

 I Moore di Charlotte Brontё 
(Five Yards Vol. 4 flower-ed 2017, 90pp)

I Moore è un romanzo incompiuto di Charlotte Brontё composto da due capitoli più un terzo lungo appena mezza pagina. Esso rappresenta un tentativo di riscrittura de Il Professore, il primo vero romanzo dell'autrice che all’epoca non ebbe fortuna. Charlotte Brontё fu sempre molto legata al suo primo romanzo, forse per gli spunti autobiografici in esso contenuti, e riteneva che meritasse maggior benevolenza da parte degli editori che però lo rifiutarono più volte. Decise così, tra il 1848 e il 1849, di affrontarne, seppur con le dovute varianti, una nuova stesura alla luce del successo di Jane Eyre. Ciò che oggi resta di questo tentativo sono appunto tre capitoli nervosi, composti prevalentemente da dialoghi abbastanza carichi e da rade descrizioni; un testo evidentemente mai riesaminato, frettoloso, dove Charlotte Brontё sostituisce la narrazione in prima persona de Il Professore con la presentazione di due personaggi che incarnano rispettivamente il fratello maggiore e la cognata del protagonista. In queste poche pagine conosciamo il dispotico e opprimente tormentatore John Henry Moore e sua moglie Sarah Julia Dobson e percepiamo chiaramente che il loro è un matrimonio d’interesse. La vicenda inizia a compiersi quando entra in scena William Calvert Moore, fratello minore di John Henry (William Crimsworth de Il professore). Quest'ultimo vive una situazione precaria riguardo al suo futuro e domanda al fratello benestante di assumerlo nella sua casa manifatturiera a Everintoyle ad Aspen Place. Arrivato sul posto, conosce la signorina Alice Wynne, una donna altera e sprezzante, ben lontana dal prototipo Jane Eyre e più vicina ad alcune eroine bronteane del cosiddetto ciclo di Angria. 


In poche pagine l’autrice tratteggia un quadro e dei personaggi abbastanza antipatici che personalmente non mi hanno coinvolto granché a differenza de Il Professore, romanzo forse non eccezionale ma scritto con quell'impeto e quella genuinità che Charlotte Brontё possedeva e che ne I Moore sono assenti in quanto esso è un testo difficile, forzato, quasi innaturale. 






"Certe piante crescono solo su vie calpestate, sarebbe una perdita di tempo cercarle in serra."


venerdì 24 marzo 2017

Presentazione: Juvenilia di Charlotte Brontë

Carissime/i appassionate/i bronteane/i,
oggi sono lieta di presentarvi la più recente raccolta di racconti giovanili (ciclo di Angria) di Charlotte Brontë, JUVENILIA, curata dalla Prof.ssa Maddalena De Leo, studiosa e rappresentante italiana della Brontë Society, ed edita da Robin Edizioni.

Sotto il titolo di “Juvenilia” si raccolgono per la prima volta in italiano quattro brevi e coinvolgenti racconti di una giovanissima Charlotte Brontë. L’intento è di aprire uno spiraglio sulla scrittura più acerba, ma già di grande forza e passione, dell’autrice inglese e di far conoscere al pubblico anche la sua produzione minore. 


Perché la fama non rimanga limitata solo a “Jane Eyre”, il suo romanzo più famoso, accanto al bellissimo racconto “Caroline Vernon”, la curatrice, Maddalena De Leo, propone infatti la traduzione di tre appassionanti storie dell’avvincente ciclo di Angria: “Il segreto”, “Lily Hart” e “Henry Hastings”.

“Uno spigolatore attento riesce a distinguere un ottimo chicco di grano laddove uno sciocco passa scorgendo solo stoppa.”
(Charlotte Brontë)


A presto con la recensione di questi splendidi racconti.


Ringrazio l'Editore per la copia.


mercoledì 8 marzo 2017

Recensione: Emma di Charlotte Brontë

 Emma di Charlotte Brontë
(Five Yards Vol. 2 - flower-ed - 2016, 80pp)


Nell’autunno del 1853 Charlotte Brontё iniziò a scrivere una nuova storia, Emma. La base di partenza per questo nuovo romanzo è misteriosa e ripropone temi cari all’autrice come l’ambientazione in una scuola collegiale e la figura di una ragazza sfortunata. Elementi che portarono il marito, Arthur Bell Nicholls, a dichiarare che l’avrebbero accusata di ripetersi. Da quel momento l’inizio di questa storia fu abbandonato in un cassetto. 
La voce narrante della vicenda ci conduce nella scuola delle signorine Wilcox, tre sorelle che ricordano Charlotte, Emily e Anne e il loro progetto sfumato di aprire una scuola. Ai cancelli dell’istituto, il Fuchsia Lodge, un giorno arriva un’elegante e sontuosa carrozza e il signor Fitzgibbon, uomo benestante, affida sua figlia Matilda, agghindata come una bambola, alle loro cure. L’austera signorina Mabel Wilcox, che ospita un numero esiguo di studentesse, è ben disposta ad accogliere una ricca ereditiera. La piccola e fragile Matilda inizia così a ricevere un trattamento di favore che però la isola dalle altre compagne. La bambina è timida, malinconica ed erroneamente ritenuta viziata e orgogliosa. In lei convergono una vita interiore e un’immagine esteriore riflesse rispettivamente in un volto pallido e in abiti costosi. Appare ricca, raffinata, snob ma in realtà è un’anima gravata da un segreto che la rende addirittura sonnambula. 
Le cose cambiano quando la signorina Wilcox scrive ai genitori delle sue allieve per accordarsi sul rientro a casa delle ragazze per le vacanze natalizie e l’indirizzo del signor Fitzgibbon si rivela falso. A indagare sull’uomo interviene un personaggio che Charlotte Brontё aveva abbozzato in un altro scritto abbandonato, La storia di Willie Ellin. Il signor Ellin in queste pagine è un uomo adulto ed enigmatico. La signorina Wilcox comprende di essere stata ingannata e che Matilda è un’impostora ma sul più bello, quando la storia inizia a farsi interessante ed Ellin prende a cuore le sorti e il mistero della doppia identità della piccola Matilda – Emma, Charlotte Brontё depone la penna per sempre lasciandoci due ultimi capitoli e un grandissimo rimpianto. Probabilmente al signor Ellin spettava un ruolo chiave nel proseguimento della vicenda tanto che si potrebbe supporre che l’idea dell’autrice fosse di congiungere le storie di Willie Ellin e di Emma in un unico romanzo. Un vero peccato perché gli elementi c’erano tutti e se solo la Brontё fosse vissuta qualche anno in più e avesse riaperto quel cassetto, avrebbe stupito ancora una volta i suoi lettori. 

Nell’appassionata prefazione di Thackeray alle pagine di Emma apparsa sul Cornhill Magazine nel 1860, il romanziere inglese si domanda se esiste un luogo dove, oltre la vita terrena, trovano compimento le fantasie letterarie concepite e mai nate. In esso, siccome mi piace sognare, mi auguro ci attenda l’intero destino di Emma, l’ultima eroina brontёana. 





"Un preferito non ha amici."




giovedì 2 marzo 2017

Recensione: La storia di Willie Ellin di Charlotte Brontë

La storia di Willie Ellin di Charlotte Brontë
(Five Yards Vol. 1 - flower-ed - 2016, 86pp)

La storia di Willie Ellin è il penultimo scritto di Charlotte Brontё. Questo racconto che doveva diventare il romanzo successivo al capolavoro Villette, fu invece abbandonato dall’autrice dopo soli cinque capitoli, probabilmente a causa della malattia. Willie Ellin rappresenta un nuovo tentativo di dare voce a un protagonista maschile dopo Il professore, il primo romanzo di Charlotte Brontё. Nome a parte, molte sono, infatti, le analogie tra William Crimsworth de Il professore e William Ellin. Entrambi i protagonisti vivono una situazione di dipendenza dal fratello maggiore che riveste il ruolo di antagonista spietato e violento; ambedue sono soli al mondo e hanno davanti a sé il più incerto dei futuri. Il primo capitolo di questa storia possiede però un peculiare fascino perché la narrazione ricorda molto le atmosfere fosche e lugubri di Cime tempestose di Emily Brontё. A raccontare del tetro paesaggio in cui giace la desolata residenza di Ellin Balcony è uno spirito disincarnato. Quella degli Ellin è una casa antica e abitata dalla sola governante. Willie, orfano di dieci anni, terrorizzato e implorante, in fuga dai soprusi del fratellastro Edward, un vero tiranno nel cuore, vi cerca riparo ma viene quasi immediatamente scovato dal suo triste e crudele destino. Sin da subito si prova empatia e dispiacere per il povero, piccolo Willie, specialmente quando leggiamo della punizione inflittagli e della sua resistenza stoica davanti al fratello di non piangere, non urlare nonostante il dolore. Un filo di speranza per l’infelice creatura lo scorgiamo soltanto nelle ultime righe nella consolante figura di una protagonista femminile che però non faremo in tempo a conoscere.
Pochi confusi capitoli allo stato embrionale compongono questo potenziale romanzo; capitoli nei quali possiamo osservare come l’autrice abbozzasse le sue storie, perché siamo di fronte a una prima stesura, dove c’è sia lo stile ormai maturo della Brontё, ma vi sono anche alcune imprecisioni, abbreviazioni, note tra parentesi. È una narrazione d’istinto che, se fosse stata ripresa e dunque proseguita, l’autrice avrebbe certamente riveduto e arricchito. 

Sembra esista un frammento che suggerisce lo sviluppo della trama che Charlotte Brontё aveva in mente e nella quale Willie Ellin, ormai adulto, ha un cuore così nero che tutto ciò che desidera è cancellare le tracce dell’odiato fratello, cosa che mi ricorda molto la faida cruenta tra Heathcliff e Hindley Earnshaw in Cime tempestose.

Immergendomi nello scenario, soppesando i protagonisti, la loro indole, i loro cuori, studiandone i caratteri e la trama troppo presto recisa, penso che avrei amato molto Willie Ellin e la sua storia che considero un’abbandonata pietra preziosa allo stato grezzo.


"C'era una grande oscurità nei suoi occhi e un terribile ghiaccio gelava le sue speranze."



lunedì 27 febbraio 2017

Anteprima: Juvenilia di Charlotte Brontë

Carissime/i bronteani,
ben ritrovati! Oggi vi presento una recentissima raccolta di racconti giovanili, Juvenilia, di Charlotte Brontë curata dalla Pro.ssa Maddalena De Leo ed edita da Robin Edizioni.

pagine 288
euro 16,00
genere: Racconti
pubblicato: 2017
ISBN 9788867409488

Sotto il titolo di “Juvenilia” si raccolgono per la prima volta in italiano quattro brevi e coinvolgenti racconti di una giovanissima Charlotte Brontë. L’intento è di aprire uno spiraglio sulla scrittura più acerba, ma già di grande forza e passione, dell’autrice inglese e di far conoscere al pubblico anche la sua produzione minore. 
Perché la fama non rimanga limitata solo a “Jane Eyre”, il suo romanzo più famoso, accanto al bellissimo racconto “Caroline Vernon”, la curatrice, Maddalena De Leo, propone infatti la traduzione di tre appassionanti storie dell’avvincente ciclo di Angria: “Il segreto”, “Lily Hart” e “Henry Hastings”.

giovedì 16 febbraio 2017

Recensione: Ashworth di Charlotte Brontë

Ashworth di Charlotte Brontë
(Five Yards Vol. 3 - flower-ed - 2017, 116pp)

Nel 1839, Charlotte Brontё, dopo aver dato il suo addio ad Angria, il ciclo di racconti che sin dalla tenera età aveva imbastito insieme al fratello Branwell e in seguito proseguito da sola, - un mondo fantastico nel quale i destini di uomini valorosi s’intrecciano a quelli di donne bellissime e frivole - iniziò a scrivere un romanzo: Ashworth. Un’opera purtroppo considerata incompiuta perché ne sono stati rinvenuti solo quattro capitoli in cui sembra che Charlotte abbia trasferito alcuni dei protagonisti della calda Angria, dai quali faticava a staccarsi, in una fredda ambientazione inglese. Ciò è evidente soprattutto quando incontriamo Ashworth padre e scopriamo la sua vita altalenante tra ricchezza e dissoluzione. Dal secondo capitolo in poi però, quando la scena si sposta sulle donne e nella scuola dove studiano, nonostante la riproposizione di un modello di protagonista viziata e aristocratica quale Amelia De Capell, si può notare un barlume della futura eroina brontёana nella figura di Mary Ashworth, figlia del suddetto protagonista; una ragazza sì ricca ma sola, orgogliosa ma considerata buona e generosa. A tal riguardo ho trovato molto bella la scena del dormitorio che Charlotte descrive tra Mary ed Ellen Hall, un’allieva povera costretta a lavorare per studiare.
Molto probabilmente Ashworth non era destinato a diventare un grande romanzo, anche se fosse stato completo, ma in questi pochi capitoli, tra tentativi di migliorarsi e superare quel mondo fantastico a favore di una narrazione basata sul vissuto, ho avuto conferma della capacità dell'autrice di avviare un intreccio sempre valido, che spinge a proseguire nella lettura. Inconfondibile è, anche nelle pagine di Ashworth, quel suo appellarsi al lettore, quasi scusandosi se non approfondirà aspetti che ammette di non conoscere perché condizionata dalla sua scarsa conoscenza del mondo. 

Avrei voluto che la storia continuasse presentendo che nonostante lo stile ancora acerbo e la zavorra “angriana” di talune descrizioni, non mi avrebbe deluso, ma purtroppo essa muore all’alba e non mi resta che immaginare, con un pizzico di amarezza e al tempo stesso di piacevole sospensione, come sarebbe andata. Oppure posso azzardare un paragone basato principalmente sulle sensazioni tra Ashworth, che consiglio alle appassionate brontёane, e i romanzi compiuti della maturità, perché in Mary Ashworth per un attimo mi è sembrato di scorgere la scintilla che anima l’indomabile Shirley e nel dormitorio della scuola, dove la incontriamo per la prima volta, mi ha ricordato Lucy Snowe di Villette che sarebbe venuta fuori dalla penna di Charlotte molti anni e sofferenze dopo.

"Il più felice tra noi ha la propria camera interna oscurata con le tende a nascondere qualche pena il cui ricordo annuvola le luci della nostra vita."