giovedì 2 marzo 2017

Recensione: La storia di Willie Ellin di Charlotte Brontë

La storia di Willie Ellin di Charlotte Brontë
(Five Yards Vol. 1 - flower-ed - 2016, 86pp)

La storia di Willie Ellin è il penultimo scritto di Charlotte Brontё. Questo racconto che doveva diventare il romanzo successivo al capolavoro Villette, fu invece abbandonato dall’autrice dopo soli cinque capitoli, probabilmente a causa della malattia. Willie Ellin rappresenta un nuovo tentativo di dare voce a un protagonista maschile dopo Il professore, il primo romanzo di Charlotte Brontё. Nome a parte, molte sono, infatti, le analogie tra William Crimsworth de Il professore e William Ellin. Entrambi i protagonisti vivono una situazione di dipendenza dal fratello maggiore che riveste il ruolo di antagonista spietato e violento; ambedue sono soli al mondo e hanno davanti a sé il più incerto dei futuri. Il primo capitolo di questa storia possiede però un peculiare fascino perché la narrazione ricorda molto le atmosfere fosche e lugubri di Cime tempestose di Emily Brontё. A raccontare del tetro paesaggio in cui giace la desolata residenza di Ellin Balcony è uno spirito disincarnato. Quella degli Ellin è una casa antica e abitata dalla sola governante. Willie, orfano di dieci anni, terrorizzato e implorante, in fuga dai soprusi del fratellastro Edward, un vero tiranno nel cuore, vi cerca riparo ma viene quasi immediatamente scovato dal suo triste e crudele destino. Sin da subito si prova empatia e dispiacere per il povero, piccolo Willie, specialmente quando leggiamo della punizione inflittagli e della sua resistenza stoica davanti al fratello di non piangere, non urlare nonostante il dolore. Un filo di speranza per l’infelice creatura lo scorgiamo soltanto nelle ultime righe nella consolante figura di una protagonista femminile che però non faremo in tempo a conoscere.
Pochi confusi capitoli allo stato embrionale compongono questo potenziale romanzo; capitoli nei quali possiamo osservare come l’autrice abbozzasse le sue storie, perché siamo di fronte a una prima stesura, dove c’è sia lo stile ormai maturo della Brontё, ma vi sono anche alcune imprecisioni, abbreviazioni, note tra parentesi. È una narrazione d’istinto che, se fosse stata ripresa e dunque proseguita, l’autrice avrebbe certamente riveduto e arricchito. 

Sembra esista un frammento che suggerisce lo sviluppo della trama che Charlotte Brontё aveva in mente e nella quale Willie Ellin, ormai adulto, ha un cuore così nero che tutto ciò che desidera è cancellare le tracce dell’odiato fratello, cosa che mi ricorda molto la faida cruenta tra Heathcliff e Hindley Earnshaw in Cime tempestose.

Immergendomi nello scenario, soppesando i protagonisti, la loro indole, i loro cuori, studiandone i caratteri e la trama troppo presto recisa, penso che avrei amato molto Willie Ellin e la sua storia che considero un’abbandonata pietra preziosa allo stato grezzo.


"C'era una grande oscurità nei suoi occhi e un terribile ghiaccio gelava le sue speranze."



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